L'ARENA -
30 luglio 2009
E' Carmen, il ruolo che
preferisco !
FESTIVAL ARENIANO - IL MEZZOSOPRANO FRANCESE SI
CONGEDA STASERA DAL RUOLO DI PROTAGONISTA DI CUI HA
FORNITO UNA BELLA INTERPRETAZIONE
Geraldine Chauvet
:di
lei amo l�indipendenza e la fede in ci� che fa.
Cantare in Arena? Affascinante!

Geraldine Chauvet
nel ruolo di Carmen - FOTO BRENZONI
Il mezzosoprano francese G�raldine Chauvet �
una Carmen vincente sul piano drammatico oltre
che vocale: stasera (alle 21.15) in Arena ne
vestir�, per l'ultima volta nella stagione, i
panni. La giovane cantante, nativa della
Normandia, della piccola e storica cittadina di Bayeux, conta su un numero di presenze nei
teatri italiani piuttosto interessante.
"Ho scoperto tardi il canto, solo cinque anni
fa", ci spiega. "Avevo cominciato con il ballo,
poi ho optato per il flauto traverso e per gli
studi musicologi. Ad un certo punto, mi sono
accorta di avere anche una voce da sfruttare e
ho fatto la mia scelta definitiva".
Ha iniziato subito da mezzosoprano?
No, dapprima ho fatto una piccola esperienza da
soprano, ma avevo un timbro troppo contraltile
per continuare. Cosa potevo fare allora?
Gettarmi su ruoli adeguati come Adalgisa di
Norma, Carmen, Charlotte del Werther.
Quanto l'ha tentata l'Arena?
Mi hanno proposto di esibirmi, non potevo
rinunciare. � stato molto emozionante
partecipare a un allestimento di
Franco Zeffirelli,
avere la direzione di
Domingo, e calcare un palcoscenico
sul quale sono passati tutti i grandi e la
tradizione dell'opera lirica italiana. Troppo
affascinante.
Come � stata scelta dall'Arena?
Per un anno, la direzione artistica della
Fondazione mi ha ascoltato nelle mie esibizioni
in giro per l'Italia, dove canto spesso, nel
circuito teatrale emiliano-romagnolo. Quindi
sono stata convocata per un'audizione. In questo
periodo, ho alternato il ruolo di Carmen con il
personaggio di Donna Elvira nel "Don Giovanni"
presente al Festival svizzero di Avenches.
Le piace Carmen?
� un personaggio straordinario, lo preferisco a
tutti gli altri. Cio che mi sorprende in lei �
la libert�, l'indipendenza, ma soprattutto la
fede in quello che fa. Apprezzo la decisione con
cui accetta la vita in toto e come va fino in
fondo al suo destino vincendo tutte le paure.
Come artista ne ha dato un bell'esempio in
Arena...
� un ruolo arricchito da un apporto cos� raro
nell'universo del melodramma che non si puo non
sentirselo addosso. Si offre all'immaginario
degli ascoltatori, aperta a suggestioni e
letture tanto disparate, quanto affascinanti.
Capisco perfettamente che, prima o poi, le si
dovessero schiudere le porte misteriose del
mito.
Chi le ha fatto scoprire Carmen?
Ho lavorato in Austria con il grande
mezzosoprano americano Grace Bumbry
(� stata spesso Carmen anche in Arena di Verona
, ndr), che mi ha dato molte indicazioni
preziose !
Lei canta molto in Italia. Pensa di
ritornarci presto?
Certo.In autunno sar� all'Opera Giocosa di
Savona per Il Barbiere di Siviglia e nel
circuito dei Teatri Lombardi per Norma .
In Arena? Chiss� ....
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DON GIOVANNI - ARENA di AVENCHES - 6
July 2009
Ein Verf�hrer geht unter - DON GIOVANNI - LES ARENES D' AVENCHES
Ihre E-Mail wurde abgeschickt.
Volle Roenge, blauer Himmel: Die Premiere von
Mozarts "Don Giovanni" am Opernfestival Avenches blieb vom Gewitter
verschont. Trotz solider Songerleistung hinterl�sst die Inszenierung
aber einen zwiesp�ltigen Eindruck.
Liebe, Tod und Rache auf Mozarts Gesicht: Am
Opernfestival in Avenches ist zurzeit eine der popul�rsten Opern
�berhaupt zu sehen � �Don Giovanni�. (Bild: Keystone)
Vorstellungen
Weitere Vorstellungen bis 17. Juli, Avenches.
Klare Sprache
Giancarlo Del Monaco entschied
sich fur eine klare Sprache: Zum einen bringt er den W�stling und
Verfuhrer Don Giovanni mit Mozart selbst in Verbindung � keine
besonders neue Idee. Zum andern betont er das Korperliche, Sexuelle.
Auf dem Fest, das Don Giovanni fur das Brautpaar Zerlina und Masetto
veranstaltet, um Zerlina zu verfuhren, wird nicht getanzt, sondern
kopuliert. Wahrend der ganzen Auffuhrung greift regelmassig irgendjemand irgendwem zwischen die Beine. Als Leporello, Don
Giovannis Diener, die Liebschaften seines Herrn aufzahlt, zieht er
Unmengen an Dessous aus dem Koffer. Das ist zwar ganz am�sant
anzuschauen, mit dem sexuellen Element betont Del Monaco aber
lediglich das, was an der Oberfl�che ohnehin omnipraesent ist.
Abgesehen von Koffer und Unterwische kommen kaum Requisiten zum
Einsatz. Das �ppige Mahl am Ende wird durch zwei Teller angedeutet,
samtliche Schauplatzwechsel finden nur im Libretto statt. Auch die
Kostume (Del Monaco) sind zeitlos und lenken nicht vom imposanten
B�hnenboden ab.
Anspruchsvolle Buhne
So verlangt Giancarlo Del Monaco viel von seinen Saengern. Sie
agieren auf einer Buhne mit starker Schr�glage, mussen ohne
Hilfsmittel, allein mit Stimme und Gestik, pr�sent sein. Bis auf
eine Lichtshow am Ende fullt auch die Beleuchtung schlicht aus.
Diese Sparsamkeit der Mittel ist mutig fur eine
Open-Air-Inszenierung. Gerade unter freiem Himmel wird sonst an
�ppigkeit kaum gespart.
Nicola Ulivieri (Don Giovanni)
hat mit der leeren Buhne am wenigsten Probleme. Mit seinem
farbenreichen Bass und seiner Buhnenpraesenz verschafft er dem
Publikum einige starke Momente.
Andrea Concetti als Leporello
wirkt sicher, auch wenn die Figur des listigen Dieners konturlos
bleibt. G�raldine Chauvet
�berzeugt als ausdrucksstarke Elvira , Juan Jos� Lopera (Don
Ottavio)
Das Orchester agiert zu Beginn unter der Leitung von
Gianluca Martinenghi
zur�ckhaltend, das Timing mit den S�ngern l�sst zu w�nschen �brig.
Vor allem im zweiten Akt steigern sich die Musiker aber, spielen
engagiert und sehr pr�zise. Das grosse Finale � Don Giovanni kommt
wegen seines �bermuts in die H�lle � inszeniert
Del Monaco mit einer opulenten
Lichtshow. Trotzdem bleibt am Ende ein flaues Gef�hl und ein
durchzogenes Fazit. Die subtile musikalische Figurenzeichnung h�tte
mehr hergegeben als Kopulieren auf Mozarts Gesicht.
(Berner Zeitung)
Erstellt: 06.07.2009, 07:40 Uhr
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RES MUSICA
Quotidien de la
MUSIQUE CLASSIQUE
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
: Don Giovanni, dramma giocoso en deux actes sur un livret de Lorenzo
Da Ponte. Mise en sc�ne, d�cors et costumes :
Giancarlo Del Monaco. Lumi�res :
Wolfgang von Zoubeck. Avec : Nicola
Ulivieri, Don Giovanni ; Erika Grimaldi, Donna Anna ; Juan
Jos� Lopera, Don Ottavio ; Francesco Ellero D�Artegna, Il
Commendatore ; Geraldine Chauvet,
Donna Elvira ; Andrea Concetti,
Leporello ; Francesco Verna, Masetto ; Brigitte Hool, Zerlina.
Riccardo Marsano, piano continuo. Ch�ur et Orchestre du Festival
(chef de ch�ur : Pascal Meyer),
Direction musicale : Gianluca Martinenghi.
........... Autre belle prestation, celle de la soprano Fran�aise
G�raldine Chauvet (Donna Elvira) qui, � cinquante
m�tres de la sc�ne, chante sa peine (� Ah taci, ingiusto core �) dans un
�mouvant trio avec Leporello et Don Giovanni. Malgr� la puissance de sa voix,
son art du phras� g�n�re de magnifiques nuances vocales .......
Si en d�finitive, ce Don Giovanni avenchois s�av�re d�une excellente
facture, il le doit aussi � l�excellence de la direction musicale de
Gianluca Martinenghi.
Si l�ouverture est apparue un peu �poussive�, laissant craindre que l�Orchestre
du Festival ne serait pas � la hauteur de la t�che, la reprise en main de
l�ensemble a vite prit corps et chacun des protagonistes, de la fosse au
plateau, se sont retrouv�s dans la potentialisation de cette production,
probablement la meilleure que la sc�ne des Ar�nes d�Avenches a offert � son
public depuis le Nabucco magique de 2005.
Cr�dit photographique : Nicola Ulivieri (Don Giovanni)
par
Jacques Schmitt (06/07/2009)